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"Funeral house",  l'ultimo saluto a stelle e strisce

di Mari Mollica

venerdì 27 ottobre 2006

Morte, full optional. Ora anche a Milano la "suite" per l'aldilà. Marmi rosa e grigio, tappeti rossi e ocra, lampadari di cristallo, ristorante per i familiari e comfort di lusso, nella prima "funeral house" di Milano. L'ha inaugurata, in via Monsignor Romero (davanti al cimitero di Baggio), l'impresa San Siro, dopo il mega-investimento che ha portato alla costruzione di questa nuova "struttura alberghiera" d'eccellenza, la più granded'Italia.

«Non ho voluto niente di funereo. Il lutto ce l'ha già nel cuore il cliente,qui deve sentirsi come a casa», ha spiegato il titolare della storica impresa milanese, Alcide Cerrato. Così tutto è stato progettato nei minimi particolari, all'insegna del motto "casa dolce casa": due piani (duemila metri quadrati di superficie), quattromilametri quadrati di parco, e otto appartamenti, dove intimità e privacy sono garantite. I familiari possono così' vegliare il congiunto nella camera mortuaria dalle 7 alle 22, concedendosi una pausa al ristorante che sarà pronto tra un mese al terzo piano, ricevere in salotto visite di parenti e amici, guardare la televisione tra fiori e candele, ascoltaremusica in filodiffusione.Ma anche confidarsi con lo psicologo "on demand" nei momenti di sconforto e farsi assistere in tutte le pratiche burocratiche e nella preparazione della salma. Al piano terra c'è, infatti, la "beauty farm", per i trattamenti di estetica e tanatoprassi. Un morto va, comunque, vestito e truccato. E se l'organizzazione del funerale va per le lunghe, la "camera d'albergo" può essere fermata per più giorni, grazie al servizio "parking".Non deve, poi,mancare lo Spirito: per le preghiere,è disponibile la cappella funeraria. Nessuna preclusione, e un pizzico di multiculturalismo. La San Siro è attrezzata per ogni tipo di rito funebre, religioso o no, da officiare nella sontuosa sala del commiato. E se il tempo è bello,cerimonia in giardino.

Tutto in regola: il Comune controlla il funzionamento, l'Asl ha già verificato il rispetto delle norme igienico-sanitarie. Da questo punto di vista, la struttura è persino all'avanguardia. Tra le diciotto celle frigorifere, una è piombata, per isolare morti per radiazioni o malattie infettive.Un servizio praticamente unico in Italia.

Una sorta di rivoluzione, che non manca di suscitare perplessità. Critiche sulla spettacolarizzazione e mercificazione di una sfera così delicata, ma anche malumori da chi finora deteneva il monopolio del trapasso.

"Funeral house", evoluzione dei tempi: la manìa del "caro estinto" che impazza negli Usa, e che è già diffusa, con stile più sobrio, nei Paesi scandinavi, in Francia, in Germania e pure in Spagna, crea sempre più business anche in Italia. I prezzi si aggirano sui 200 euro al giorno. Negli Usa, dove le "funeral house" vantano una tradizione di oltre 120 anni, vi ricorre addirittura il 90% delle famiglie. A Milano avrà successo, considerato che la vita "stile monolocale" non offre opportunitàdi degno omaggio al defunto e che gli obitori delle strutture pubbliche offrono spesso squallide scenografie.

(La foto a sinistra è un fotogramma del film "Il Caro Estinto")

 

MARIANGELA (Mari) MOLLICA partecipa al primo Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano