Home
 

RadioPop, trent'anni di trasmissioni alternative

di Ilario Lombardo

venerdì 19 gennaio 2007

Tribunale di Milano, 1975, vigilia di Natale. Con la registrazione della testata nasce Radio Popolare. Proprio una bella data per lanciare una nuova emittente. Non una delle tante nazionalpopolari che mandano in onda poche trasmissioni e tutte uguali, poco attente ad un paese in crescita. Ma una radio libera, non clandestina, indipendente. Una sfida, un segnale di cambiamento, la volontà di dire altro, qualcosa di diverso, anche di scomodo.

 

Il via alle trasmissioni nel Natale successivo, 1976, come Cooperativa di Radio Popolare, formata da varie forze della sinistra politica e sindacale.

 

A festeggiare i trenta anni dalla nascita della radio, la sera del 18 dicembre alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, c’erano alcuni dei protagonisti e dei fondatori, ognuno con i propri ricordi impastati di nostalgia. Lo storico direttore Piero Scaramucci, Gino e Michele, Biagio Longo, Pino Corrias, Maurizio Milani, Alessandro Robecchi. Per l’occasione sono stati pubblicati anche un libro Vedi alla voce Radio Popolare (Garzanti libri) curato da Sergio Fermentino e un altro libro più CD Audio Ma libera veramente. Trent'anni di Radio Popolare: voci, parole e immagini (Kowalski) che raccoglie ore e ore di trasmissioni divenute storiche, tutte rispettose del presupposto che caratterizza la Dichiarazione d’intenti di questa Cooperativa radiofonica fin dalla sua nascita: “il diritto essenziale della persona di poter comunicare ed essere informata.”

 

Fedeli ai punti essenziali di una deontologia personale battezzata nel 1976, Radio Popolare è rimasta una delle voci e degli spazi più liberi, anticonformisti, radicali e meditativi nel panorama dell’informazione e della cultura d’Italia.

 

“È stata ed è la roccaforte di difesa del pensiero critico.” - afferma Scaramucci - “E ha alimentato la volontà degli ascoltatori di partecipare alle notizie, ai dibattiti, ai fatti”. Come ricordato da tutti i protagonisti della festa, per i redattori e per chi è semplicemente passato per un periodo da Radiopop (come è chiamata in maniera confidenziale), sono stati proprio “l’autonomia e la partecipazione”, due elementi semplici, a rendere speciale questa radio. Che ha accompagnato la Storia degli italiani negli ultimi trent’anni, “e in alcuni casi l’ha anche determinata” , come ricorda ancora Scaramucci, anche con alcuni scoop, come l’intervista in diretta a Renato Vallanzasca latitante. O le prese di posizione su temi come i movimenti delle donne, i gay per la prima volta sdoganati, il terrorismo, i post-fascisti.

 

Tanti sono i ricordi e le suggestioni che attraversano la memoria di questi amici seduti in una libreria milanese a raccontare episodi, fatti, impressioni, personaggi, famose trasmissioni come Onda anomala, Sansone, Zagorà e altre. “Pensavamo di cambiare il mondo.” – dicono –“Questa è stata la nostra forza che ci ha portato a festeggiare i trenta anni. E il mondo, piegato al conformismo della TV, in un periodo così violento, forse sarebbe stato peggio senza Radio Popolare.” 

Una grande famiglia più che una radio che, attraversando l’evoluzione dei gusti e del costume di una società, è riuscita sempre a mantenere una forte originalità e potenza comunicativa.

E alla fine il segreto del suo successo si rivela semplice. “Passioni e ingenuità che raccontano un sogno collettivo, per una volta diventato realtà”.

 

foto da www.radiopopolare.it

 

ILARIO LOMBARDO partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano