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Cina: ecco come ti censuro i programmi televisivi

di Alice Corti

venerdì 26 gennaio 2007

La Cina mette il freno ai programmi televisivi. Dal primo febbraio, le reti della Repubblica Popolare potranno trasmettere in prima serata solamente contenuti che parlino positivamente del Paese.

L’ha deciso l’ufficio statale per radio, cinema e Tv (Sarft - State administration of radio, film and tv), in attesa del diciassettesimo congresso del Partito comunista che si terrà quest’anno.

 

Non tutto può essere trasmesso sui canali cinesi. Ne sanno qualcosa anche i responsabili di Rai Trade, che propongono i prodotti Rai alle Tv e ai distributori esteri: la CCTV – la Tv di Stato cinese – ha scelto di non acquistare le puntate di “Un medico in famiglia”. Come riportava Fabrizio Lucidi su Il Sole-24 Ore del 26 ottobre 2006, i compratori cinesi hanno deciso così perché l’idea di «una famiglia come quella di nonno Libero, occidentale, anticonformista e numerosa "Non coincide con la nostra politica demografica"».

 

Alla Cina – e ai responsabili del settore -  piacciono invece le bellezze naturali e le fiction sui personaggi made in Italy. La CCTV ha comprato, sempre da Rai Trade, la licenza per trasmettere i sei dvd sulla Sicilia tratti dalle puntate di “Lineablu”. Grande interesse anche per la fiction “Il Grande Torino”, trasmessa su Raiuno nel 2005 e acquistata lo scorso aprile dai buyers di Pechino.

 

 

Ed è ancora la Sicilia che guadagna una finestra nei canali cinesi. Dal 2 gennaio 2007, la rete CCTV8 ha iniziato a trasmettere le 26 puntate di “Love in Sicilia”, una co-produzione sino-italiana. Le immagini della fiction sono state girate tra Catania e  Hangzhou. Binomio anche per il cast: metà italiani e metà cinesi. Tra gli attori, il piccolo Jacopo Cirino, 10 anni, piccola star della tv d’Oriente.

 

Foto tratte da www.splitsbrowser.org.uk/.../china_tv.jpg; http://www.love-italy.net/topics/rai/060708.html; http://www.yidalinian.org/italiano/2006/12/dal_2_gennaio_la_fiction_love.php.

ALICE CORTI partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano