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Niente Pupone. Azzurri contro i turchi senza Totti

di Micaela De Medici

martedì 14 novembre 2006

La Nazionale farà a meno di Totti anche domani sera a Bergamo nella amichevole contro la Turchia. Ma lui non sembra preoccuparsene. Anzi. Le dichiarazioni che il capitano della Roma ha rilasciato ai microfoni di Sky dopo l’ultima brillante vittoria sul Milan a San Siro sono molto chiare: "Alla Nazionale non penso, io penso alla Roma".

Non è la prima volta che Totti riesce a defilarsi da una convocazione del c.t. della Nazionale. E se, fino a qualche mese fa, l’assenza poteva essere giustificata con la necessità di recuperare le condizioni di forma dopo il gravissimo infortunio, ora è più complicato trovare scuse plausibili.

Dopo due gol e un palo contro il Milan, se non è in forma Totti, non si capisce chi lo sia. "Questa volta è una mia scelta", ci tiene a precisare Donadoni. "L’ho fatto per consentire a chi ha avuto meno spazio di giocare di più". E poi aggiunge: "Non è la Nazionale che deve avvicinarsi a Totti, ma è lui, con le sue prestazioni, che si deve riavvicinare alla Nazionale".

In questo continuo rimbalzare di dichiarazioni, il sospetto di un ennesimo rifiuto resta. Rifiuto che non è contemplato, però, dai regolamenti della Federcalcio. Le Norme organizzative interne alla Figc, infatti, non prevedono che i giocatori possano, a loro piacimento, rifiutare una convocazione. L’art. 76 infatti dice: "I calciatori che, senza provato e legittimo impedimento, neghino la loro partecipazione all’attività delle Squadre Nazionali… sono passibili di squalifiche da scontarsi in gare ufficiali nelle loro Società".

Se le regole ci sono, tanto vale farle rispettare. A meno che Totti non decida di "riavvicinarsi", una buona volta, alla Nazionale. Risparmiandoci tanti capricci.

MICAELA DE MEDICI partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano