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Borseggiata in metrò dalle «ragazze dell'Ipod»

di Francesca Gambarini

lunedì 13 novembre 2006

 

Borseggiatrici con I pod alle orecchie. Faccia pulita, vestiti alla moda, giovani, giovanissime e con la mano ancor più veloce. Linea Rossa di Milano, giovedì 9 novembre, ore 18.45, tra le fermate di Cairoli e Cadorna. F., 24 anni, seduta nella carrozza, vede salire e fermarsi di fianco a lei una coppia di ragazze. Una sta in piedi, l’altra si accomoda. Confabulano tra di loro in una lingua che non è l’italiano. A dispetto dell’apparenza, i tratti del viso rivelano un’origine asiatica, forse indiana. F. si prepara a scendere, ma uno scossone del treno le fa scivolare la giacca a terra. Per raccoglierla, abbandona la borsa per un istante sul sedile. E allora tutto è più facile per le giovani ma non inesperte ladre che infilano una mano ed estraggono il cellulare di F.. Contano sulla confusione, la fretta, la distrazione della vittima prescelta. E così è. F. scende, butta un occhio alla borsa, tanto per controllare. “Il portafoglio c’è” pensa. E il cellulare? Quello no. Sarà al posto delle cuffie dell’I pod, appena fuori dalla fermata successiva della metro. 

FRANCESCA GAMBARINI partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano