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Milan in crisi:  dopo vent'anni è finito un ciclo

di Carlo Gravina

martedì 14 novembre 2006

Strani paradossi in casa Milan. Il ritorno di Silvio Berlusconi sulla poltrona di presidente coincide con la stagione più negativa degli ultimi venti anni di storia rossonera. Da quando il Cavaliere è alla guida del Milan non era mai accaduto.

Il campionato è iniziato con una penalizzazione, questo è vero. Ma le cause di questa débâcle sono molteplici: lo scandalo estivo non può spiegarle tutte. Procediamo con ordine.

Anzitutto c’è da considerare la scadente campagna acquisti. La cessione di Shevchenko è stata determinante. Il brasiliano Oliveria ha del bomber ucraino solamente il numero sette. Sempre in campagna acquisti in tanti, probabilmente lo stesso Ancelotti, si aspettavano qualche rinforzo per la difesa. Il Milan, infatti, ha il pacchetto arretrato più “anziano” d’Europa. Cafù, Maldini, Serginho. Tutti giocatori al di sopra dei trent’anni con alle spalle tanti campionati ad alto livello. Lo stesso Nesta, uno dei migliori al mondo, sta pagando, con i suoi trenta anni, le stagione precedenti (gioca in A da quando aveva 18 anni).

La coppia Braida Galliani ha puntato per quest’anno su Bonera e Favalli. Il primo è un centrale ma nel Milan continua ad essere utilizzato come difensore fascio. Favalli, anche lui over trenta, ha giocato poco per problemi fisici.

Non bisogna dimenticare che l’anno scorso in difesa c’era anche Jaap Stam, roccioso difensore olandese ora al Psv Hindovhen. I conti, quindi, non tornano e le difficoltà continuano.

Anche a centrocampo, fuori Gattuso fino a gennaio, si palesano diversi problemi. Emerge solo la stella Kakà, con Pirlo ancora in apnea dopo il mondiale stratosferico. In attacco Gilardino ed Inzaghi si pestano i piedi. Oliveira potrebbe tornare in Brasile già a gennaio e Borriello non è un attaccate da Milan.

Le crepe, quindi sono diverse. Restano due certezze. La prima è il tecnico. Ancelotti gode della fiducia del presidente, almeno fino alla fine di questa stagione. Se non arriva nei primi quattro posti in campionato salterà sicuramente. La seconda è quella che è terminato un ciclo. Bisogna ricostruire quella squadra che negli ultimi anni ha sbagliato solo una partita: la finale di Champions League ad Istanbul contro il Liverpool.

Nelle foto (da Internet) l'allenatore Carlo Ancellotti, in alto, e il bomber Alberto Gilardino, a fianco.

CARLO GRAVINA partecipa al primo Master biennale in Giornalismo del'Università degli Studi di Milano