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«Non solo uomo». Il sesso europeo di Babbo Natale

di Serenella Mattera

martedì 2 gennaio 2007

Niente discriminazioni: ci deve essere anche un Babbo Natale donna. Lo ha detto l’Unione europea nel 2001. L’anno dopo ha bandito i pali per la discesa rapida dalle caserme dei pompieri e i forni a legna dalle pizzerie. Nel 2003 ha stabilito che si devono regalare giocattoli ai maiali, per non farli azzuffare, e nel 2004 che si devono etichettare anche i dolci fatti in casa.

Tutto vero? No, soltanto eurobufale, notizie sull’attività dell’Ue in tutto o in parte distorte. Sono fioccate, negli ultimi anni. Numerose quelle che ironizzano sulla cavillosità dei burocrati di Bruxelles, mostrandoli intenti a fissare standard di dimensioni, curvatura e maturazione di banane e cetrioli, porri e piselli, invece di occuparsi dei temi importanti. Altre nascono dal travisamento di leggi e iniziative comunitarie. Nel 1999, i pescatori di tutta Europa hanno temuto di dover iniziare a indossare una retina per i capelli ad ogni uscita in mare. In realtà l’obbligo era limitato alle persone addette a impacchettare il pesce.

Massimo Giacomini e Nicoletta Spina, nel libro "Euromiti", hanno raccolto un centinaio di queste notizie falsate. Provengono quasi tutte dall’Inghilterra, patria dell’euroscetticismo. Insofferenti a qualsiasi interferenza con il british style, i tabloid sono arrivati a inventare di sana pianta fantomatiche leggi di Bruxelles, come quella che avrebbe vietato i classici autobus a due piani, i double-decker, o quella che avrebbe proibito di tenere la teiera sul comodino. Ma le eurobufale non sono solo inglesi. Nel 2002, un camionista tedesco ha dichiarato di essere diventato impotente a causa delle banconote da 10 euro che teneva nelle tasche dei pantaloni nelle lunghe ore alla guida. Non gli era mai successo con i marchi. La Banca Centrale Europea è dovuta intervenire per rassicurare che solo mangiando 2 mila e 500 euro al giorno per un lungo periodo, si potrebbero avere seri problemi di salute. Quanto all’Italia, Prodi in persona, allora presidente della Commissione Ue, ha dovuto smentire la notizia, data anche dal Tg1, che stesse per entrare in vigore il divieto dell’uso di forni a legna per la pizza. Si era già innescata la polemica contro una decisione che minacciava di togliere gusto al piatto italiano più famoso nel mondo.

SERENELLA MATTERA partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano