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Pandora superstar, quando è la radio che ascolta te

di Francesco Ninfole

sabato 18 novembre 2006

La radio perfetta. Quella che trasmette solo la musica che ti piace. Esiste e l’ha inventata Tim Westergren: si chiama   Pandora e, manco a dirlo, trasmette via web. Non è un semplice lettore mp3 on-line. E’ una vera e propria guida, quasi un amico più esperto che consiglia in base ai tuoi gusti, cioè alle informazioni che gli dai. Gli dici che adori, ad esempio, gli U2. Lui ti propone una canzone: "The First Time" e te la fa anche ascoltare. Ti piace? Se la tua risposta è sì, ti suggerisce l’ascolto di un pezzo simile, in questo caso "Disease" dei Matchbox Twenty. Ti spiega anche perché ha scelto proprio quella: c’è una strumentazione rock, come nelle preferenze. E così via. La radio continua ad ascoltare l’utente (sì, i ruoli si scambiano), orientandosi grazie alle indicazioni fornite (pollice su\pollice giù\non voglio sentirla per un mese\ecc…).

Dietro tutto ciò c’è il Music Genome Project, il "cervello" del sito, aggiornato di continuo da 45 musicisti professionisti che analizzano e studiano i brani. Ad oggi sono circa cinquantamila, ma aumentano al ritmo di cinquecento al giorno. Pandora ha più di 100 dipendenti e ha un grande successo nella rete. Ma all’inizio, nel ’99, non è stato facile: "Siamo rimasti senza stipendi per tre anni, stavamo per fallire. Volevo aiutare i musicisti indipendenti a trovare il loro pubblico. Adesso i soldi li facciamo con la pubblicità", dice Westergren. La sua intuizione è stata capire che i ventenni e i trentenni, attraverso condivisioni (anche illegali) di file, sono in grado di avere facilmente sul proprio pc tutta la musica che desiderano. La loro ambizione non è più possedere, ma conoscere. Le case discografiche per ora non sono preoccupate per possibili violazioni di diritti: Pandora, dicono, è una vetrina per gli artisti. Durerà?

FRANCESCO NINFOLE partecipa al primo Master biennale di Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano