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Elio-3, la soluzione al problema energetico è sulla luna

di Francesco Ninfole

lunedì 22 gennaio 2007
La Luna fa sognare, da sempre. Ma oggi c’è un motivo in più. Si chiama elio-3. E’ un combustibile nucleare: ne basterebbero 17 chili per dare a Milano energia per un anno, 150 tonnellate per soddisfare il fabbisogno dell’intero pianeta. Il problema? La sua volatilità. La Terra non riesce a trattenerlo nella sua atmosfera. E così per averlo bisognerebbe andare sulla Luna, che al contrario ne è ricchissima, grazie al vento solare.

Ha senso? Conviene? Ne ha discusso al Planetario Hoepli Mauro Arpino, relatore dell’edificio di Corso Venezia. «La fusione nucleare si realizza oggi con deuterio e trizio. Se al posto del trizio fosse utilizzato l’elio-3 si avrebbero vantaggi importanti. Non ci sarebbero scorie radioattive, perché non si spaccherebbero elementi pesanti come l’uranio. Si potrebbero costruire reattori più sicuri. Sarebbe impossibile qualsiasi uso bellico. E naturalmente non si avrebbero problemi di dipendenza energetica da altri Paesi. La Luna potrebbe essere il “Golfo Persico” del XXI secolo».

Immaginiamo di avere qui sulla Terra una buona quantità di elio-3. Davvero saremmo in grado di produrre così tanta energia? «Non immediatamente. Non è facile studiare un prototipo di reattore ad elio-3 senza elio-3». Ma secondo Arpino «negli ultimi anni il Mit  ha sviluppato molto il progetto LDX, quindi questo traguardo non è affatto una pura illusione. Tra l’altro per far funzionare l’LDX per 5 anni il Mit  ha speso solo 9 milioni di dollari. Per ITER (un reattore deuterio-trizio) si arriva alla cifra di 10 miliardi di dollari. E’ forse arrivato il momento di guardare lo stesso problema da un diverso punto di vista e seguire un’altra via».

Al momento non sono previste basi lunari, con tanto di astronauti-minatori. La via meno dispendiosa è quella dell’invio di sonde o robot. Invaderebbero il Mare della Tranquillità, il maggior giacimento conosciuto sul nostro satellite. Punterebbero poi l’atmosfera del lontano Giove, grazie alla prevista evoluzione tecnologica delle navicelle spaziali.

Molti Paesi iniziano già a pensare ad una nuova missione lunare. Gli Usa ne hanno annunciato una per il 2018. La Cina progetta di arrivarci ancora prima. Dietro questi programmi c’è l’estrazione di elio-3. La soluzione definitiva al problema energetico potrebbe non restare solo un sogno.