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Tesi «archiviate» nei cassonetti dell'immondizia

di Emanuele Rossi

venerdì 8 dicembre 2006

 

Cultura nella “rumenta”. Fa discutere a Genova la scoperta del giornale studentesco “Ergo Sum”:  tesi di laurea, regolarmente registrate, buttate nei cassonetti dietro alla Facoltà di Architettura, in via di Mascherona, nel centro storico. Mesi, a volte anni, di lavoro degli studenti, equiparati a carta straccia. Dopo la segnalazione degli studenti, anche “Il secolo XIX” si è occupato del caso, suscitando la reazione del rettore Gaetano Bignardi: « E’ sicuramente un episodio di sciatterìa – ha dichiarato – spero si tratti di un caso isolato

 

Lo scoop del mensile studentesco, nato nel 2005, lo racconta Marco Fiorello, 23 anni, studente di Conservazione dei Beni Culturali (guarda caso) e redattore di “Ergo Sum”:  «Volevamo fare un’inchiesta proprio sulla situazione degli archivi delle tesi di laurea, per vedere se fossero consultabili o no. Poi mi è stato segnalato che una ragazza aveva raccolto alcune tesi tra decine nalla spazzatura a giugno». Copie gettate per mancanza di spazio, o per negligenza: «Quando ho visto che tra le tesi ritrovate c’era anche la mia, non credevo ai miei occhi – racconta l’architetto Laura Cosimo, 36 anni, laureata nel 1998 – capisco che gli archivi debbano essere svuotati, ma non è questo il modo. Mi avessero avvisato sarei andata a prenderla». Il suo relatore, prof. Bruno Gabrielli, assessore all’Urbanistica del comune, nega di aver buttato l’elaborato: «Certamente non sono stato io. Comunque non capisco dove sia lo scandalo – commenta – le tesi vecchie devono essere smaltite».

 

Ma tra quelle recuperate ce ne sono anche di più recenti: una è datata marzo 2005. Una copia degli elaborati, per legge, deve essere conservata dall’Università, su supporto cd-rom o floppy. «L’Ateneo di Genova – spiega Matteo Politanò, 23 anni, direttore di “Ergo Sum”- affitta un capannone in periferia per l’archiviazione. Ma le copie cartacee, e rilegate – costo dai 20 ai 40 euro a carico dello studente – sono lasciate ai professori e ai dipartimenti». Insomma, gli studenti vogliono andare al nocciolo della questione:  «Incontreremo il rettore il 13 – spiega Fiorello – e vogliamo proporgli di mettere nero su bianco delle regole per arginare il problema, visto che a quanto pare queste pratiche di “smaltimento” sono abbastanza diffuse. Anche per tutelare il diritto alla privacy e il diritto d’autore».

   

Nella foto in basso a sinistra: l'Università di Genova 

EMANUELE ROSSI partecipa al primo Master biennale in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano