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Ti multano a Londra? Occhio, pagherai a Bergamo

di Silvia Seminati

martedì 28 novembre 2006

Sei italiano e prendi una multa a Londra mentre attraversi estasiato la City? Non puoi scappare, la contravvenzione ti tocca pagarla a Bergamo. Proprio nel cuore della città orobica, infatti, ha sede l’Advancing Trade, una società che da circa due anni gestisce il recupero delle contravvenzioni inflitte a guidatori italiani in settanta città inglesi, spagnole, ungheresi, austriache, scandinave, belghe e olandesi.

Un tempo, quando si commetteva un’infrazione all’estero, si poteva stare tranquilli perché c’era la quasi matematica sicurezza di non essere raggiunti dalla contestazione. Ora, invece, fare i furbi è più difficile: negli ultimi due anni, infatti, sono circa 5 mila i contravventori beccati dalla società lombarda di recupero crediti. Nella maggior parte si tratta di vacanzieri, studenti all’estero e autotrasportatori. “La nostra società – spiega Dario Cassano, 36 anni, direttore commerciale dell’Advancing Trade – opera in questo campo da oltre vent’anni. Inoltre, da un paio d’anni, grazie all’esperienza maturata in Italia, siamo specializzati anche nel settore delle contravvenzioni evase all’estero. Facciamo capo al gruppo internazionale Wcm e possiamo contare su un migliaio di collaboratori esperti e specialisti della gestione crediti”.

 

L’intervento non è mai immediato, ma l’esattore bergamasco entra in gioco quando la città straniera che deve incassare non riesce a mettersi in contatto con l’italiano multato. “E’ soltanto se fallisce un primo tentativo di contatto diretto con il multato che la città straniera gira a noi la pratica” – spiega Cassano. “Finora abbiamo gestito 5 mila casi, per un importo complessivo di 1,6 milioni di euro, con un recupero del 60 per cento delle contravvenzioni a noi affidate”.

 

Non mancano ovviamente vicende curiose e bizzarre. Per esempio, in Scandinavia, una famiglia con il camper non ha accettato il suggerimento, probabilmente per difficoltà di comprensione della lingua, di non parcheggiare in divieto di sosta. Così, quando è arrivata la polizia, è scattata la contravvenzione. Il direttore commerciale di Advancing Trade, però, assicura che nonostante questo nuovo sistema di gestione crediti, continuerà ad essere garantita la comprensione nei confronti di chi, all’estero, spesso viola le norme stradali per incomprensioni di vario tipo, a partire da quelle legate alla conoscenza approssimativa della lingua locale. “Quando ci sono validi motivi di contestazione – continua infatti Cassano – non insistiamo con la riscossione. Giriamo la questione alla polizia della città che ha inflitto la multa e rimaniamo in attesa di una risposta”.

 

Gli italiani all’estero sono dunque avvisati: il codice della strada va rispettato, anche se si è all’estero. In tempi di globalizzazione, è sempre più difficile restare impuniti.

 

SILVIA SEMINATI partecipa al primo Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Milano